da fabio.mosca il 20 giu 2008, 14:39
Gentile mamma,
la funzionalità respiratoria del bambino con broncodisplasia è stata ampiamente studiata e questo ha permesso di descrivere le caratteristiche funzionali della malattia sia in epoca neonatale, sia nelle fasi successive, di grande importanza fisiopatologica poiché comprendono il processo del rimodellamento e crescita dell’apparato respiratorio.
Nella fase acuta, il substrato anatomico risiede nell’ipertrofia muscolare bronchiale, nell’edema e nella fibrosi delle vie aeree periferiche. Queste anomalie possono rendere necessario proseguire l’ossigenoterapia anche dopo la dimissione dalla terapia intensiva neonatale.
Per tutto il primo anno di vita, persistono ancora anomalie funzionali significative, associate con un aumento della incidenza di patologia respiratoria. I bambini con broncodisplasia hanno un rischio accentuato di più frequenti e più gravi infezioni respiratorie rispetto ai soggetti sopravvissuti alla sindrome da distress respiratorio neonatale, senza complicanze. Con la crescita, la maggioranza dei bambini con broncodisplasia mostra un progressivo miglioramento a partire dal secondo anno di vita. Gli studi di funzionalità respiratoria a distanza dalla fase acuta e gli studi di follow-up hanno documentato un buon grado di reversibilità delle alterazioni documentate precocemente. Malgrado tali miglioramenti, può persistere un grado variabile di ostruzione delle vie aeree periferiche, con sintomi respiratori ricorrenti ed evidenza di ostruzione delle piccole vie aeree, iperreattività bronchiale, ricorrenti crisi di broncospasmo ed anomalie dell’emogasanalisi.
Prof. Fabio Mosca
Direttore U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale
Cattedra di Neonatologia-Universita' degli Studi di Milano
Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena-Fondazione IRCCS